Month: March 2012

Cominciamo con una buona notizia: i giudici europei confermano il bastone per Telefonica

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Il Tribunale di prima istanza UE ha confermato la condanna per abuso di posizione dominante a Telefonica inflitta dalla Commissione Europea nel 2007.

Il gigante spagnolo aveva abusato della propria dominanza al fine di commettere pratiche illecite di prezzi, cioè dei price squeeze: aveva intenzionalmente ridotto la forchetta tra wholesale e retail per mettere fuori mercato i concorrenti. Per difendersi, aveva sostenuto, fra l’altro, che i prezzi (all’ingrosso) erano fissati dal regolatore spagnolo CMT, quindi l’impresa non poteva essere responsabile degli effetti. Il tribunale ha però demolito questo argomento, sottolineando che i prezzi fissati da CMT sono solo dei massimali, e quindi Telefonica avrebbe potuto abbassarli (in coincidenza con gli sconti fatti sul retail) per evitare effetti anticoncorrenziali. Non si tratta di un principio nuovo, per la verità: la Corte UE lo aveva applicato anni fa in uno dei primi casi di price squeeze (Deutsche Telekom, 2004).

La sentenza del tribunale è interessante perchè conferma e delinea una serie di principi in tema di individuazione dei mercati rilevanti, sostituibilità dei prodotti, politiche dei prezzi da parte degli operatori dominanti. Essa è destinata a fornire una solida guidance per il presente, visto che molti mercati sono stati deregolamentati e quindi il rischio di pratiche abusive è sempre più elevato. Ancora più interessante, il tribunale riconosce che, con tutta probabilità, CMT non era in grado di valutare i costi reali di Telefonica, e quindi i prezzi wholesale erano con ogni probabilità gonfiati (to’! L’antitrust italiano aveva verificato qualche cosa di simile quando nel 2004 condannò Telecom Italia per la stessa fattispecie di price squeeze). Si tratta di una constatazione non da poco, visto che a Bruxelles da 12 mesi non si fa altro che parlare del costo del rame.

Una nota finale: per quanto ci si possa rallegrare per questa sentenza pro-competitiva, bisogna comunque valutarne gli effetti complessivi sul caso di specie:  Telefonica è stata condannata alla multa di 150 milioni di Euro per pratiche abusive commesse dal 2001 al 2006, cioè per 6 anni, il che vuol dire 25 milioni l’anno. Si tratta di una cifra non deterrente per un operatore ricchissimo (che spende in marketing molto di più) il quale ha potuto così assicurarsi la dominanza in un mercato nascente. A questo punto la domanda è: sono sufficienti le sanzioni antitrust, per quanto pesanti, per difendere effettivamente la concorrenza?

Il testo della sentenza si trova qui: http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-336/07